Mariagrazia Raffa
psicoterapeuta

Cosa è Il disturbo da stress post traumatico?

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Dott.ssa Raffa: Una risposta di un soggetto ad un evento critico abnorme (terremoti, incendi, nubifragi, incidenti stradali, abusi sessuali, atti di violenza subiti o di cui si è stati testimoni, attentati, azioni belliche, etc.);
Tutti noi l’abbiamo vissuto dopo il terremoto che abbiamo avuto recentemente a Modena.
Questi sintomi che elencherò li riconoscerete come vissuti da ognuno di voi.
Con il tempo di solito nel giro di 3 o sei mesi si sono naturalmente ridimensionati fino a scomparire.
Il problema rimane quando i sintomi ci accompagnano ancora dopo più di 6 mesi dall’evento traumatizzante e abbiamo l’impressione che sia successo ieri.
I pazienti con disturbo post traumatico da stress (PTSD) vengono abitualmente classificati in tre categorie, in base al loro tipo di coinvolgimento nell'evento critico che ha originato il disturbo:

primari: le vittime dirette che hanno subito personalmente l'evento traumatico (terremoto, incidente);

secondari: i testimoni diretti dell'evento, o i parenti delle vittime primarie ad esempio, nel caso di un lutto;

terziari: il personale di soccorso (volontario o professionale) che si trova ad operare con le vittime primarie o secondarie.

I principali disturbi (la sintomatologia), accusati dalla maggior parte dei pazienti, intrusioni, evitamento, hyperarousal.
In particolare, si possono riscontrare tra gli altri sintomi:
Flashback: una immagine dell'evento traumatizzante che si propone alla coscienza, "ripetendo" il ricordo dell'evento. (es: si rivive l’incidente appena si chiudono gli occhi)
Numbing: uno stato di coscienza simile allo stordimento ed alla confusione.
Evitamento: la tendenza ad evitare tutto ciò che ricordi in qualche modo, o che sia riconducibile, all'esperienza traumatica (anche indirettamente o solo simbolicamente).
Insonnia e Incubi: che possono far rivivere l'esperienza traumatica durante il sonno, in maniera molto vivida.
Hyperarousal: ovvero una continua incrementante tensione interiore con tendenza ad Eccessi d’ira e crescente terrore caratterizzato da insonnia, irritabilità, ansia, aggressività e tensione generalizzate.
In alcuni casi, la persona colpita cerca "sollievo" ( peggiorando la situazione) con abusi di Alcol, Droga, Ansiolitici e Antidepressivi (Psicofarmaci ).
Non sono contraria agli psicofarmaci ma spesso vengono utilizzati quando non sono necessari e in ogni caso devono essere parallelamente utilizzati ad un percorso psicoterapeutico che permetta di riconoscere cosa provoca Ansia/Paura/Panico o uno stato depressivo.
È pertanto necessario lavorare alla radice del problema oltre che sui sintomi.
Spesso sono associati sensi di colpa per quello che è successo o per come ci si è comportati (o per il non aver potuto evitare il fatto), sensi di colpa che sono spesso esagerati ed incongruenti con il reale svolgimento dei fatti e delle responsabilità oggettive (sono detti anche complessi di colpa del sopravvissuto); spesso, sono compresenti anche forme medio-gravi di depressione e/o ansia generalizzata.
In alcuni casi si vengono a produrre delle significative tensioni familiari, che possono mettere in difficoltà i parenti della persona con disturbo post traumatico da Stress.
Segno che il trauma emotivo subito non è stato riassorbito/metabolizzato.
Si è incastrati al centro del dolore e non si va avanti.
LA CURA: Una psicoterapia con approccio legato all’EMDR, le emozioni negative legate ad una immagine del trauma vengono sostituite con elaborazioni positive, emergono considerazioni e insight più profondi; le sensazioni corporee cambiano e compaiono spontaneamente nuovi comportamenti più adattivi insieme ad un nuovo senso di sé.
I traumi sono trasformati chiusi e lasciati finalmente nel passato.
La durata di una terapia dipende da molti fattori: motivazione, risorse personali e dalla complessità del evento traumatico; In media dai 3 mesi ai 12 mesi; Si tratta di un investimento per sè stesso che permette di raggiungere e mantenere il benessere della consapevolezza del propria saggezza emotiva.