Mariagrazia Raffa
psicoterapeuta

ATTACCO DI PANICO TRAUMA SINTOMI CAUSE ANSIA E RIMEDI

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L’attacco di panico è uno dei tanti modi in cui il nostro corpo ci avverte che qualcosa non va a livello emotivo.

L’attacco di Panico è solo il sintomo più evidente.

Si tratta di una esplosione improvvisa di sensazioni fisiche e emotive esagerate in un tempo medio di circa 10- 15 minuti.

Il modo con cui questo avvenga è differente in ciascuno di noi offrendo varie declinazioni personali.

L’elemento che accomuna tutti è la paura, il terrore, paura di morire, un senso di smarrimento totale, vertigini tremori, intorpidimenti.

Sentirsi impotente e in balia di giramenti di testa, paura di svenire, tachicardia, nausea, paura di impazzire, sudorazione e tante sensazioni che non si riescono a fermare o controllare.

Al primo attacco di panico spesso nei mesi successivi ne susseguono altri, la costante emotiva è quello di vivere nel terrore che riaccada nuovamente.

Spesso il primo attacco di panico viene vissuto come un TRAUMA e quello che succede nei giorni/mesi successivi è un vero e proprio disturbo Acuto da stress o Disturbo post traumatico da stress per questo motivo si vive nel terrore che possa accadere ancora.

Si vive nella PAURA di avere di nuovo Paura.

PRIMA DI PARLARE DI ATTACCHI DI PANICO SI DEVE ESCLUDERE LA PATOLOGIA FISICA.

Chiunque avesse uno di questi sintomi deve assolutamente chiedere aiuto ad uno specialista.

Il buon senso e la logica necessaria vuole che si prende in considerazione per primo l’aspetto organico.

Devono essere escluse ogni tipo di patologia fisica.

I giramenti di testa o le vertigini possono essere il campanello d'allarme di problemi organici che non vanno mai sottovalutati.

La prima cosa da fare è una o più visite mediche che escluda patologie organiche ricollegabili alle sensazioni provate per es: disturbi dell'orecchio interno, disturbi relativi alla circolazione del sangue (quindi monitorare la pressione e il cuore), a disturbi connessi con la zona cervicale, senza escludere cause odontoiatriche come il bruxismo, ed infine a disturbi ricollegabili ad una alimentazione non adeguata.

Se il problema NON E’ DI NATURA ORGANICA è arrivato il momento di affrontare il problema che sottende il vero e proprio attacco di panico e tutte le emozioni e pensieri ad esso collegati.

Affrontare per potersene liberare.

I SINTOMI: Dopo primo attacco di panico ci dobbiamo chiedere che cosa provoca tensioni in questo momento nella mia vita? Quanta tensione (rinunce a parti di me, emozioni) ho messo da parte nel corso della mia vita per giungere a questa esplosione?.

Da un lato si lavora sulla propria storia personale e si indaga e ci si guarda e ci osserva per potere scardinare le cause che hanno provocato questo sintomo esplosivo, ma dall’altra si deve lavorare sul presente e su quanto questo episodio di attacco di panico può sconvolgere l’intero quotidiano erodendo giorno dopo giorno sicurezze e certezze facendo vivere la persona ogni giorno nella paura che riaccada e nella paura della morte stessa.

Ci si vergogna solo a pensarlo e alle volte a condividere questa sensazione sembra assurda “da pazzi”, ma non è così.

DOPO UN TRAUMA ABBIAMO BISOGNO DI TEMPO PER RECUPERARE SERENITA’ Si vive nella paura della paura, in un continuo stato di allerta e tensione dove l’ansia la fa da padrona, quasi sempre un allarme del sistema nervoso non giustificato dalla realtà del quotidiano.

Dopo qualsiasi tipo di trauma (anche l’attacco di panico può essere considerato tale) ciò che si vive rientra in un normale stato naturale.

L’organismo deve assorbire il colpo, ha bisogno di tempo per capire e sentire ciò che è successo; ha bisogno di un naturale tempo per rielaborare l’evento traumatico.

Può capitare che le persone traumatizzate abbiano difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, irritabilità o scoppi di collera, difficoltà a concentrarsi, esagerate risposte di allarme che provocano ansia.

Se la sintomatologia persiste da più di tre mesi siamo di fronte a qualcosa che naturalmente non è stata digerita dal nostro organismo, come se lo shock provato abbia creato un sovraffollamento di emozioni che non abbiano avuto la possibilità di essere identificate correttamente.

Il nostro organismo ha subito un trauma come lo può essere incidente stradale, la notizia di una brutta malattia, un terremoto, la morte di una persona cara.

Ma chi ha avuto l’attacco di panico da un lato è traumatizzato dal terrore provato e dall’altro non ha nessuna motivazione plausibile per ciò che è accaduto.

Non si offre nessuna spiegazione logica.

- Il mio corpo non è controllabile e non so quando questa cosa mi può riaccadere: ho una paura atavica, un terrore profondo.

L’attacco di Panico può essere considerato un trauma.

Quindi qualsiasi tipo di trauma (abuso, terremoto, lutto…) può provocare un disturbo acuto da stress.

Un disturbo di Ansia.

Alcune persone lo risolvono da sole con il tempo altre invece hanno bisogno di aiuto per risolvere e rielaborare l’evento traumatico.

In realtà l’ attacco di Panico si aggiunge a qualcosa che già c’è: c’è già qualcosa in sospeso, nascosto che ha bisogno di venire fuori.

Può capitare a chiunque e a qualsiasi età in un momento di forti tensioni, scelte personali, incomprensioni relazionali,.

Il trauma è l’evento in se l’attacco di panico è una conseguenza dell’esplosione emotiva che non è stata adeguatamente controllata.

Per risolverlo per sempre si devono indagare le cause.

Fate attenzione all’emozione sottostante di come il corpo vi offre segnali , il corpo offre i sintomi e vi esprime il suo disagio psicologico .

LA CAUSA: Se vogliamo cercare le cause del primo attacco posso provare a fare delle ipotesi ma sono generiche, chiaramente possono declinarsi in mille altre forme come mille altre persone.

La paura potrebbe essere il segnale che qualcosa deve essere compreso del suo mondo emotivo.

Il corpo con le sue spie (paura, ansia eccessiva, respiro corto, insonnia ) ci sta segnalando che è il momento di dare spazio e tempo a una parte più profonda del Sè.

Una parte che vuole venire fuori, una parte negata, spesso la parte più autentica del sé che si fa finta di non ascoltare.

Tutto questo lavoro si può fare con l'aiuto di uno psicologo-psicoterapeuta.

Chi ha paura che risucceda di solito attua delle strategie comportamentali che apparentemente possano controllare la paura per esempio evitando luoghi e le cose che ci hanno fatto sentire in quel modo (cinema, folla, auto, fiumi, ecc.) Chi soffre di attacchi di panico di solito rinuncia ai viaggi teme la solitudine, perde autonomia e indipendenza.

La paura e i pensieri per evitarla rendono la vita più difficile la persona con il tempo limano e ledono la fiducia in se stessi, si demoralizza e crede di non essere più capace di fare le cose.

Può diventare dipendente dagli altri per molte cose.

Di solito tutti i sintomi se non guardati e affrontati peggiorano nel tempo.

L’ansia anticipatoria diventa pervasiva e bloccante l'ansia è la paura di quello che ancora non c'è e, probabilmente una visione pessimistica del futuro, degli eventi che andranno a succedere: <> Si avrà così paura di eventi che in realtà non sono veramente pericolosi, ma solo supposti tali, in base al significato che la nostra psiche gli attribuisce.

E’ irrazionale! Se si sta nel qui ed ora, se siamo concentrati in quello che stiamo facendo, l'ansia scompare.

Imparando ad analizzare la realtà e a sentire, sensibilizzare il nostro corpo, le sue spontanee reazioni a renderle riconoscibili dal nostro pensiero.

Si devono riallacciare i fili che si sono interrotti tra il Pensiero e il Corpo.

La persona vive in un continuo stato di allerta come una preda nella savana a rischio della propria vita in ogni istante, sta impiegando tutte le sue energie a voler controllarsi, a controllare tutto ciò che le succede, come se lasciar andare è impossibile.

Ma aimè non tutto è sotto il nostro potere o il nostro controllo.

Un esame all’università, una gara sportiva , un intervento chirurgico, una relazione d’amore quanto dipende da noi? Cosa possiamo controllare? Tutto? No! Dobbiamo rassegnarci a questo.

ANSIA E CONTROLLO La persona vive una grande beffa e un continuo non fidarsi di sé.

-Provo a controllare ma non controllo proprio niente- Una persona che tiene troppo il controllo (chissà perché?) e gli succede proprio qualcosa che è completamente fuori dal suo controllo.

Come può vivere dopo questa esperienza? Ancora di più sotto controllo.

Un ciclo infinito difficile da spezzare, è necessario andare oltre il controllo.

Tenere il controllo di sé e di tutto rende il corpo un contenitore rigido: il corpo ne fa le spese, con torcicolli infiniti, tensioni e dolori alle braccia, mal di schiena.

Altre volte lo stress (reale o esagerato) può accumularsi allo stomaco provocando gastriti o altri problemi intestinali.

Provate a sentire un corpo in allerta è un corpo che non può cedere o lasciare andare, è incapace di rilassarsi o di lasciarsi guidare.

Il cervello emotivo è lo stomaco e assorbe come una spugna il nostro malessere emotivo.

Alle volte la storia di noi stessi racconti dei dolori, dei passaggi evolutivi che hanno segnato la nostra storia rendendoci più sensibili, alcuni eventi più traumatici degli altri ( maltrattamenti, trasferimenti, morte di un parente stretto, relazioni umilianti, ect) possono susseguirsi e non essere assimilate dall’esperienza, da noi stessi.

La lettura che noi diamo delle cose, del mondo, di quanto ci succede e di come ci sentiamo, dipende essenzialmente dalla nostra storia, dal modo in cui si sono organizzate le varie esperienze dentro di noi, dalla personalità, dalle relazioni precoci, dal nostro sistema emotivo, ecc.

Per cui, capita che per certe persone, hanno dovuto imparare a difendersi rimanendo sempre in allerta e in tensione e hanno imparato a proteggersi con l’ansia, ma alcuni eventi sono ritenuti pericolosi e spaventosi e in realtà non lo sono.

Si prova un ansia esagerata rispetto all’evento che si andrà a fare.

Un ansia anticipatoria non sana e naturale per affrontare le difficoltà, un ansia che evita il problema, che blocca, che previene, che limita la libertà.

Chiusi dentro il ciclo paura evitamento,(evitare il problema, scansare luoghi o rimandare progetti/esami) si perde il significato fondamentale di ciò che capita.

Si ci confonde e si perde la rotta, la progettualità.

Confusi in balia di emozioni travolgenti impossibili da controllare.

- Cosa vuol dire il mio corpo? Posso fidarmi di me? Posso fidarmi della parte più istintiva?-

RIMEDI: IMPARARE A PRENDERSI CURA DI SE STESSI:

• Imparare a riprendere a sentire positivamente il corpo;
• Riprendere gradualmente ad intensità progressivamente sempre più intensa un attività sportiva preferita;
• Pensate a ciò che amate fare e cosa vi fa rilassare e fatela spesso;
• Imparare bene una tecnica di rilassamento come training autogeno/ yoga/;
• Imparare a respirare profondamente;
• Se il corpo è troppo dolorante fare dei cicli di massaggi decontratturanti e rilassanti; della ginnastica rilassante in acqua;
• Imparate a lasciare andare il corpo al piacere e alla piacevolezza;
• Un percorso di psicoterapia: è un investimento per la vostra salute mentale e il benessere quotidiano.

I sintomi che non hanno cause organiche sono legati a uno stress acuto è una comunicazione di una forma di disagio più intenso, sono emozioni bloccate nel corpo somatizzate - riuscire a identificare i nostri stati d'animo, sentimenti, emozioni aiuta a incanalare meglio la nostra energia .

Prendersi una pausa per se stesso e cominciare dal Se, lasciarsi lo spazio e il tempo per occuparsi solo di se stessi.

Questo percorso di consapevolezza di sè può avvenire da solo oppure grazie al sostegno e l’accompagnamento di un o psicologo e psicoterapeuta.

Il terapeuta che utilizza l’EMDR possiede una importante tecnica in più per affrontare questo disagio.

Questo indicazioni non sostituiscono un ciclo di psicoterapia, ma sono delle riflessioni e degli spunti da dove si può cominciare a riflettere su se stessi per potere capire e cambiare qualcosa.